{"id":28106,"date":"2020-10-01T00:00:00","date_gmt":"2020-10-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.omio.it\/window-seat\/non-categorizzato\/il-cibo-in-emilia-romagna"},"modified":"2022-08-04T09:19:06","modified_gmt":"2022-08-04T09:19:06","slug":"il-cibo-in-emilia-romagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omio.it\/window-seat\/it\/cibo-bevande\/il-cibo-in-emilia-romagna\/","title":{"rendered":"Il cibo in Emilia-Romagna: un viaggio nel gusto"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;aria era frizzante ma limpida a fine febbraio, con un sentore di legna ed erba. Ampie distese di campi fertili, pronti a maturare per la primavera, si estendevano fin dove arrivava il mio sguardo. Ero appena giunta in treno* in Emilia-Romagna, la regione sinonimo di gastronomia in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\">In this place many of the dishes appreciated all over the world were born, destined to become iconic. While I was walking quietly through the streets of <\/font><\/font><a href=\"https:\/\/www.omio.it\/treni\/parma?utm_source=omio-magazine&amp;utm_medium=magazine&amp;utm_campaign=October&amp;utm_content=Emiliafood&amp;utm_term=IT_Travel_Parma\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\">Parma<\/font><\/font><\/a><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\"> , <\/font><\/font><a href=\"https:\/\/www.omio.it\/lps\/treno-reggio-emilia?id=bW9kZV90b19wb3NpdGlvbl9wYWdlLml0LnRyYWluLjQ0NTI3Nw==&amp;utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=SEM_IT_IT_Train_Desktop_Acq_II.0_%5BTrain_01_Rou%3APro_0%5D_P%3ATreno&amp;utm_term=treno+reggio+emilia&amp;adgroup=SEM_IT_IT_Train_Desktop_ACQ_II.0_%5BTrain_01_Rou%3APro_0%5D_P%3ATreno_%28__%29_%28Reggio+Emilia_445277_IT%29&amp;content=basic&amp;h=bHBzLmguc2VtLmlpLnJvdS50cmFpbl8wMS4u&amp;gclid=Cj0KCQjwhb36BRCfARIsAKcXh6EQ_V3fffUFaqScXZEfxAijM3Dmz__EBVohqLU0Mx3HVhzcIkwGeTQaAijEEALw_wcB?utm_source=omio-magazine&amp;utm_medium=magazine&amp;utm_campaign=October&amp;utm_content=Emiliafood&amp;utm_term=IT_Travel_Reggio\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\">Reggio Emilia<\/font><\/font><\/a><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\"> and <\/font><\/font><a href=\"https:\/\/www.omio.it\/viaggi\/modena?utm_source=omio-magazine&amp;utm_medium=magazine&amp;utm_campaign=October&amp;utm_content=Emiliafood&amp;utm_term=IT_travel_modena\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\">Modena<\/font><\/font><\/a><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\"> , I immediately realized that there was something different here: food is not just something to fill your belly with. No, it also nourishes the soul. Pair this approach with a proud and passionate people and you have a recipe for culinary excellence, which you will rarely find elsewhere.<\/font><\/font><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201c[L&#8217;Emilia-Romagna] \u00e8 speciale per la presenza dei fiumi Enza e Stirone, per l&#8217;aria, per le montagne. Tutto arriva a valle, si addentra nel bosco, nei fiori e negli animali\u201d, dice lo chef Alessandro Zoppi, originario di questa regione.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>L&#8217;Emilia-Romagna \u00e8 la patria del prosciutto di Parma, del parmigiano, dell&#8217;aceto balsamico, del rag\u00f9 alla bolognese e dei tortellini in brodo. Potresti pensare di aver gi\u00e0 assaggiato tutto questo ma, fin quando non visiti l&#8217;Emilia-Romagna, non puoi dire di averlo fatto per davvero. Mangiare in questa regione ti far\u00e0 apprezzare l&#8217;impegno, l&#8217;abilit\u00e0 e la passione che racchiudono tutti questi prodotti tradizionali.<\/p>\n\n\n<div id=\"search-widget-overlay\" class=\"search-widget-overlay\">\r\n  <div class=\"search-widget-overlay__form\" data-search-widget-container>\r\n    <div class=\"search-widget-overlay__details\">\r\n      <button class=\"search-widget-overlay__close\" data-search-widget-close>\r\n        \u2715\r\n      <\/button>\r\n      <div class=\"search-widget-overlay__text\">\r\n        Bologna      <\/div>\r\n    <\/div>\r\n\r\n  <\/div>\r\n<\/div>\r\n\r\n<div class=\"search-widget-cta\">\r\n  <button class=\"search-widget-cta__button\" data-search-widget-cta>\r\n    Viaggia a Bologna  <\/button>\r\n<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default columns-2 wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n\n\n\n<p>Tutto inizia a Parma. Situata a soli 50 minuti di treno da Bologna, capoluogo di provincia, Parma \u00e8 stata un importante centro di scambi commerciali sin dalla colonizzazione dei Romani, nel II secolo a.C. Bombardata dalle forze alleate durante la seconda guerra mondiale, la citt\u00e0 si \u00e8 poi ripresa ed \u00e8 oggi una delle tappe pi\u00f9 visitate nei tour gastronomici della regione, grazie ai suoi prodotti tradizionali, di cui il prosciutto di Parma \u00e8 sicuramente l&#8217;attrazione principale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fare il prosciutto, le cosce di maiale vengono stagionate all&#8217;aria per almeno 12 mesi, il che conferisce alla carne un sapore dolce e delicato grazie al territorio caratteristico della regione, di cui parlava Zoppi. Servito crudo &#8211; da cui il termine <em>crudo<\/em> &#8211; i parmensi lo gustano come antipasto o spuntino. Il <em>Consorzio del Prosciutto di Parma<\/em> \u2013 gruppo consociato nel 1963 per stabilire standard rigorosi per la produzione del prosciutto \u2013 approva tutti i prosciutti che hanno la denominazione Parma. Cos\u00ec, puoi essere sicuro di acquistare un prosciutto originale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.omio.it\/window-seat\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/4_laprosciuttera.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-8777\"\/><figcaption><em>La Prosciutteria<\/em> \u00e8 una delle macellerie pi\u00f9 frequentate di Parma. <br>Credit: Shandana A. Durrani<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Quasi ogni strada della citt\u00e0 vanta una macelleria che offre una grande variet\u00e0 di tagli di carne. Seguo il flusso costante di gente che si reca a <em>La Prosciutteria <\/em>su Luigi Carlo Farini. Vino e carne di maiale sono esposti su quasi ogni bancone e parete, mentre garretti di prosciutto pendono dal soffitto come sentinelle a sorvegliare. I clienti prendono un numero, aspettano il loro turno. Max Bandini, che parla correntemente francese e italiano, mi serve sottili fette di prosciutto, secondo la mia richiesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta acquistato il \u201csouvenir\u201d di prosciutto per una mia collega, mi preparo ad assaporare la cucina locale. Mi dirigo dunque a <em>La Filoma<\/em>, storico ristorante fondato nel 1915, gestito dal gi\u00e0 citato Zoppi. Lampadari che pendono dal soffitto e specchi in rilievo dorato decorona la sala da pranzo. Zoppi, vestito con cappello da cuoco e grembiule adornato da coccinelle, prepara la pasta fatta a mano, secondo ricette di famiglia. Il socievole chef mi accoglie nella sua cucina dove lo guardo tagliare delicatamente il prosciutto e chiudere i tortellini. Il risultato \u00e8 un piatto di tortellini al dente ricoperto da una leggera spolverata di parmigiano, un modo ideale per me per concludere la serata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default columns-2 wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n\n\n\n<p>Brucio qualche caloria tornando alla stazione dei treni. Dopo 10 minuti sono a Reggio Emilia, patria del Parmigiano Reggiano. Reggio Emilia potrebbe non essere sorprendente e audace come Parma, ma ha un sapore tutto suo. Fondata nello stesso periodo di Parma, Reggio, come la chiamano gli abitanti, ha attraversato secoli di sconvolgimenti prima di diventare parte dell&#8217;Italia unita nel 1861. Oggi, la citt\u00e0 \u00e8 un sontuoso mix di edifici barocchi e capolavori moderni, come la <em>Domus Technica<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Parmigiano Reggiano \u00e8 uno dei formaggi italiani pi\u00f9 apprezzati nel mondo e per una buona ragione: \u00e8 il condimento perfetto per un\u2019ampia variet\u00e0 di piatti. Durante il Medioevo, i monaci benedettini e cistercensi inventarono il formaggio utilizzando il sale delle vicine miniere e il latte delle mucche al pascolo nelle fattorie di propriet\u00e0 della chiesa. Il risultato? Forme di formaggio duro e secco, invecchiato un anno o pi\u00f9, che non necessitano refrigerazione. Durante il Rinascimento, le dimensioni delle forme di formaggio aumentarono a 18 kg, in base ad una richiesta crescente. Il Duca di Parma Ranuccio I Farnese \u00e8 stato il primo a riconoscere ufficialmente il formaggio nel 1612 e, dal 1998, il Consorzio del Formaggio Parmigiano-Reggiano \u2013 un\u2019organizzazione senza scopo di lucro con sede in Via John F.Kennedy \u2013 regola la vendita e la distribuzione del formaggio, etichettato con una Denominazione di Origine Protetta (DOP).<\/p>\n\n\n\n<p>A differenza delle versioni pungenti che si trovano nella maggior parte dei supermercati di massa, il vero parmigiano \u00e8 a grana fine, friabile e cremoso, con un aroma fragrante e un sapore delicato. Pi\u00f9 \u00e8 stagionato, pi\u00f9 ricco \u00e8 il sapore. Un chilo di parmigiano equivale a un litro di latte. L\u2019ideale per chi deve rafforzare le ossa.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped columns-2 wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;Le persone a Reggio sono forti e lavorano sodo. Penso che sia perch\u00e9 ci viene dato il formaggio da quando siamo bambini&#8221;, dice Sara Jebablia, cameriera e barista de <em>I Fratellini,<\/em> un accogliente caff\u00e8 e wine bar in via San Carlo. Alla domanda se Reggio sia davvero la patria del formaggio, Jebablia risponde: \u201cIl parmigiano di Parma non \u00e8 quello vero. Questo \u00e8 il luogo di nascita del<em> vero<\/em> parmigiano&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Torno in stazione per proseguire il mio viaggio verso un gioiello del Rinascimento: Modena. La citt\u00e0 esisteva gi\u00e0 in epoca pre romana, ma fu solo con la battaglia di Modena del 43 a.C., quando Bruto si rifugi\u00f2 all&#8217;interno delle porte della citt\u00e0 dopo aver ucciso Cesare, che la citt\u00e0 comparve finalmente sulle mappe. Nell&#8217;XI secolo, Modena divenne Repubblica e fior\u00ec nell&#8217;ambito della Lega Lombarda. I duchi di Ferrara, nel XVI secolo, ne fecero una citt\u00e0 di cultura; mettendo in prima linea anche la tradizione culinaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Delle epoche passate, rimangono molte tracce, tra cui il Duomo di Modena del XII secolo, noto anche come &#8220;Il libro di pietra&#8221;, che domina la piazza della citt\u00e0. Ma \u00e8 la secolare tradizione dell&#8217;aceto balsamico ad attirare 30.000 visitatori all&#8217;anno. Non sto parlando della variet\u00e0 industriale e acquosa che si trova nel nel negozio sotto casa e che viene spesso mescolata con aceto di vino e caramello per farla sembrare un vero balsamico. No. Il vero balsamico \u00e8 denso, sciropposo ed \u00e8 succo d&#8217;uva invecchiato al 100%.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.omio.it\/window-seat\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/9_Reggio_Emilia_shutterstock_733901653-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-8819\"\/><figcaption>La culla del parmigiano reggiano, Reggio Emilia, \u00e8 una tappa obbligatoria per un tour gastronomico dell&#8217;Emilia-Romagna. Credit: Shutterstock<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il patrimonio balsamico di Modena risale all&#8217;XI secolo, quando gli aristocratici locali regalavano piccole bottiglie di aceto balsamico ai loro eredi o lo aggiungevano alle doti per attirare migliori pretendenti per le loro figlie. Le \u00e9lite furono le uniche ad avere accesso a questo delizioso condimento fino al XVIII secolo, quando divenne un bene comune in casa. I produttori, il nome di alcuni dei quali \u00e8 ancora esistente, si moltiplicarono in citt\u00e0 e il balsamico divenne famoso in tutto il mondo dopo la seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre altre citt\u00e0 ne rivendicano la paternit\u00e0, \u00e8 solo a Modena che puoi trovare la variet\u00e0 pura del balsamico.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>&#8220;L&#8217;aceto balsamico tradizionale pu\u00f2 essere prodotto solo a Modena o nelle zone limitrofe perch\u00e9 le uve provengono dal nostro territorio&#8221;, afferma Patrizia Martignoni, titolare di un negozio locale. \u201cIl clima qui \u00e8 perfetto. A Bologna non \u00e8 la stessa cosa&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\">Balsamic Vinegar of Modena is protected and can only be produced with grapes from the Lambrusco, Sangiovese and Trebbiano vines. These rich red grapes are boiled, then aged in oak, juniper, ash, chestnut or cherry barrels, which impart different flavors and levels of acidity (juniper offers higher acidity, for example). Each barrel has a minimum aging of 12 years, some up to 50. The final liquid is bottled in small glass bottles made by Giorgetto Giugiaro, the famous Maserati car designer.<\/font><\/font><\/p>\n\n\n<div id=\"search-widget-overlay\" class=\"search-widget-overlay\">\r\n  <div class=\"search-widget-overlay__form\" data-search-widget-container>\r\n    <div class=\"search-widget-overlay__details\">\r\n      <button class=\"search-widget-overlay__close\" data-search-widget-close>\r\n        \u2715\r\n      <\/button>\r\n      <div class=\"search-widget-overlay__text\">\r\n        Bologna      <\/div>\r\n    <\/div>\r\n\r\n  <\/div>\r\n<\/div>\r\n\r\n<div class=\"search-widget-cta\">\r\n  <button class=\"search-widget-cta__button\" data-search-widget-cta>\r\n    Viaggia a Bologna  <\/button>\r\n<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default columns-2 wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n\n\n\n<p>Il balsamico \u00e8 cos\u00ec venerato dagli intenditori di cibo e di vino in tutto il mondo, che i concorsi e le degustazioni annuali sono davvero copiosi. Un luogo che offre degustazioni gratuite tutto l&#8217;anno e vanta 25 diversi piccoli produttori \u00e8 <em>La Consorteria 1966<\/em> in piazza Giuseppe Mazzini, gestita dal gi\u00e0 citato Martignoni. Per un\u2019appassionata di balsamico come me, \u00e8 un angolo di paradiso, dove si pu\u00f2 provare un balsamico unico, che non si trova da nessun&#8217;altra parte, nemmeno a Modena. C&#8217;\u00e8 la variet\u00e0 dolce preparata da un ottuagenario locale e una torta al ginepro realizzata da una famiglia pi\u00f9 giovane. La scelta \u00e8 cos\u00ec copiosa, che sono pazza di gioia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene sia accettato anche l\u2019uso come riduzione dei piatti di carne, la maggior parte delle persone del posto preferisce usare il balsamico per condire le fragole, i pomodori o il gelato. Pi\u00f9 l&#8217;aceto \u00e8 invecchiato, pi\u00f9 \u00e8 dolce, quindi i dessert sono serviti con un balsamico pi\u00f9 \u201cgiovane\u201d. Mi concedo il lusso di un aceto proveniente dall\u2019<em>Acetaia Valeri<\/em>, invecchiato di 25 anni, con un colore marrone scuro e sentori di cioccolato. Offre un&#8217;acidit\u00e0 equilibrata, che lo rende perfetto per la mia amata caprese.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre torno a casa con i miei souvenir, parto soddisfatta, grazie a questa incursione di gusto in Emilia-Romagna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aria era frizzante ma limpida a fine febbraio, con un sentore di legna ed erba. Ampie distese di campi fertili, pronti a maturare per la primavera, si estendevano fin dove arrivava il mio sguardo. Ero appena giunta in treno* in Emilia-Romagna, la regione sinonimo di gastronomia in Italia. 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