La Sardegna è una terra di antiche tradizioni, caratterizzata da una natura incontaminata. Credit: Shutterstock

Le cinque migliori spiagge della Sardegna

Da Cala Goloritzè fino alla Spiaggia Rosa, senza dimenticare Villasimius, scopri dove soggiornare in Sardegna quest'estate

Published 07/27/2022 by Nora Cavaccini

Con oltre 6.000 km di coste, l’Italia è una destinazione balneare che non teme rivali. Dalla Costiera Amalfitana alle coste dell’Adriatico, in primavera, estate e autunno le spiagge del Belpaese si riempiono di turisti che prendono la tintarella.

Le spiagge italiane spesso hanno i ciottoli o sono rocciose, caratteristica tipica del Mediterraneo che rende complicato raggiungere l’acqua del mare se non si indossano le calzature adeguate. Se sei alla ricerca delle migliori spiagge sabbiose, la Sardegna è la destinazione ideale.

In antichità la Sardegna era chiamata Ichnusa, parola derivante dal greco Ichnos (impronta), termine che ricorda la forma dell’isola. L’isola vide fiorire numerose civiltà antiche, ma la più misteriosa e impressionante di tutte è sicuramente quella nuragica, che si sviluppò nella regione intorno al 1500 a.C. e che realizzò i tradizionali edifici conici (ben 7.000 in totale) simbolo della Sardegna.

Sardegna

Rinomata in tutto il mondo per la sua natura incontaminata, la Sardegna vanta una varietà di paesaggi che spazia dalle montagne ai boschi fino alle pianure e, naturalmente, dalle spiagge agli isolotti fino alle calette. Le spiagge della Sardegna sono ricoperte per la maggior parte da soffice sabbia dorata, e circondate dal mare color turchese e dalle vivaci località di villeggiatura.

Con così tanti luoghi da scoprire, hai davvero l’imbarazzo della scelta. Abbiamo selezionato le cinque migliori spiagge della Sardegna (esclusa la Costa Smeralda) in cui concedersi una vacanza estiva all’insegna del sole e del mare. Metti in valigia il costume da bagno, prendi gli occhiali da sole e parti per l’isola che lo scrittore D.H. Lawrence ha così descritto: “Un’altra cosa. È come la libertà stessa”.

La Pelosa di Stintino

Situata all’estremità nord-occidentale dell’isola, a poco più di due chilometri da Stintino, un ex villaggio di pescatori, La Pelosa di Stintino è un piccolo angolo di paradiso in una regione costellata da località turistiche. 

Qui troverai una spiaggia dalla sabbia fine e compatta, il cui colore tende al bianco. Sdraiati sul lettino e osserva l’acqua cambiare colore, dall’azzurro al blu fino al turchese, a seconda della posizione del sole. La spiaggia si affaccia su lingue di terra rocciosa dall’aspetto quasi lunare e su una piccola isola dominata dalla torre della Pelosa, una fortificazione di origine catalano-aragonese che sembra emergere dalle acque alla stregua di un testimone solitario.

La Sardegna vanta una lunga lista di spiagge ecologiche e sostenibili e La Pelosa di Stintino è senz’altro una di esse. L’accesso alla spiaggia è consentito a un massimo di 1.500 persone al giorno. Le prenotazioni possono essere effettuate online su www.lapelosastintino.com (da giugno in poi) e la quota di ingresso ammonta a 3,50 €. Sulla spiaggia vigono regole particolari: è necessario portare con sé un tappetino da bagno, poiché è vietato posizionare il telo da mare direttamente sulla sabbia per via del delicato equilibrio dell’ecosistema della spiaggia. Anche la pulizia e il silenzio sono regole fondamentali, perciò sulla spiaggia è vietato fumare o giocare con palle e racchette.

Ma tanto rigore non deve scoraggiare: sarai infatti ricompensato da un panorama di rara bellezza, e potrai goderti il sole, la spiaggia e il mare in un luogo che porta i segni del proprio glorioso passato.

Se vuoi trascorrere qui un intero fine settimana, prenota una camera presso Casa La Pelosa Beach, un accogliente boutique hotel a pochi passi dalla spiaggia. Dalle camere dotate di terrazze private potrai godere di viste incredibili sul mare e ti sentirai accolto in un ambiente familiare.

Cala Goloritzè

Dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1995, Cala Goloritzè (in provincia di Nuoro) vanta il meritatissimo titolo di una delle spiagge più belle al mondo. Situata sulla costa centro-orientale della Sardegna, nel Golfo di Orosei, Cala Goloritzè è raggiungibile solo a piedi o in barca. Le piccole imbarcazioni provenienti da Santa Maria Navarrese si fermano a una distanza di circa 300 metri dalla spiaggia, con l’obiettivo di preservarne l’integrità, in quanto un traffico eccessivo di imbarcazioni e pedoni ne danneggerebbe il fragile ecosistema, per non parlare della bellezza.

Se preferisci andare a piedi, la camminata dura circa un’ora e parte da Golgo di Baunei, vicino alla località di Su Porteddu, per poi snodarsi attraverso la macchia mediterranea, con panorami incantevoli e punti panoramici, nonché antichi ovili scavati nella roccia. Si tratta di un trekking relativamente lungo, ma il sentiero è in buone condizioni e abbastanza facile. Non dimenticarti di portare con te delle scarpe adatte e molta acqua.

Quando raggiungerai Cala Goloritzè, che sia via mare o via terra, ti dimenticherai di tutta la fatica fatta. L’insolito accostamento di mare e montagna si unisce a creare qualcosa di molto potente.

La spiaggia è di ciottoli, e il mare si tinge di verde e turchese con il variare della tonalità delle sorgenti sottomarine. L’acqua è piena di pesci, in particolare orate, e facendo snorkeling o immersioni subacquee si possono scoprire dei veri tesori.

Cala Goloritzè è una delle spiagge più pittoresche di tutta Italia, e la zona è rimasta incontaminata, senza ristoranti o hotel nelle vicinanze. Non dimenticare cibo e acqua, e ricorda di portare con te tutti i rifiuti quando te ne vai. La spiaggia è accessibile dalle 7:30 alle 19:30 a un costo di 5 €.

Se vuoi prolungare il tuo soggiorno nella zona, prenota una stanza presso il B&B Issicoro a Baunei. La struttura accoglie gli ospiti in camere dalle rilassanti tinte pastello. La colazione comprende torte e dolci fatti in casa, l’ideale per iniziare al meglio una giornata in spiaggia a Cala Goloritzè. 

Porto Giunco (Villasimius)

Percorrendo la costa sud-orientale della Sardegna, raggiungerai Villasimius, una vivace località turistica che in origine era un villaggio di pescatori. La zona ha conservato un’atmosfera autentica grazie all’impegno della gente del posto e alla mancata industrializzazione.

Il vivace porto custodisce una fortezza del XVII secolo, che spesso fa da cornice a mostre d’arte. Nel dedalo di viuzze del centro storico abbondano le botteghe artigianali, i negozietti e i locali in cui andare a prendere un aperitivo. Da Baccusardus troverai un’ampia selezione di vini italiani ed europei e di birre artigianali, nonché taglieri di formaggi locali e antipasti.

E se hai voglia di un po’ di movida, avrai l’imbarazzo della scelta tra locali e discoteche in cui proseguire la serata. Tuttavia sono le splendide spiagge della zona a rendere Villasimius una destinazione unica. Tutte meritano una visita, ma quella assolutamente imperdibile è Porto Giunco, una spiaggia dall’aspetto tropicale con sabbia fine e bianca dalle sfumature tendenti al rosa.

Sardegna

Il mare qui è poco profondo, e invita al relax. Immergiti nell’acqua cristallina e dimenticati di tutto. Nella parte centrale della spiaggia si trova un laghetto nel quale si possono avvistare fenicotteri rosa. I resti di un’antica torre di avvistamento spagnola del XVI secolo troneggiano su un promontorio sul lato destro della spiaggia, e sono raggiungibili anche percorrendo un sentiero. 

Cala Brandinchi (San Teodoro) 

Cala Brandinchi si trova nella parte orientale dell’isola, sulla costa vicino a San Teodoro e all’Area marina protetta di Tavolara. Soprannominata “la piccola Tahiti” per la sua somiglianza con le isole polinesiane come Bora Bora e Moorea, Cala Brandinchi vanta una soffice distesa di sabbia bianca e il mare color turchese più limpido che si possa trovare al di fuori dell’atollo di Rangiroa.

Qui il fondale rimane basso per decine di metri, creando un effetto piscina che rende la spiaggia ideale per le famiglie con bambini piccoli o per chiunque abbia problemi motori. Vicino agli scogli potrai scoprire un’animata vita sottomarina con l’aiuto di maschera e boccaglio. La cala è dotata di tutti i comfort e, oltre a lettini e ombrelloni, è possibile noleggiare anche pedalò, kayak e canoe per avventurarsi in mare aperto. Gli appassionati di birdwatching non possono perdersi il vicino laghetto Brandinchi, habitat naturale di aironi e fenicotteri rosa.

Curiosità: il 17 ottobre 1867 Giuseppe Garibaldi fuggì dalla vicina isola di Caprera e partì da Cala Brandinchi per andare a liberare Roma.

Spiaggia Rosa 

Purtroppo non tutte le spiagge sono accessibili ai visitatori, ma questo non significa che non possano essere ammirate da lontano. A volte la sola vista della terra dal mare riesce a far emergere lo scrittore o il poeta che c’è in ognuno di noi.

Non stupisce che alcune delle spiagge più belle della Sardegna si trovino proprio nell’arcipelago della Maddalena, composto da 62 isole e isolotti. Le due più importanti (e anche le uniche abitate) sono La Maddalena e Caprera. La Maddalena è facilmente raggiungibile in traghetto da Palau e offre un’esperienza sensoriale assolutamente unica: l’acqua che si perde a vista d’occhio assume colori che vanno dal turchese allo smeraldo, e l’intera area, parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, è popolata da numerose specie di mammiferi marini, dai delfini alle balenottere.

Dalla Maddalena è possibile partire per un tour dell’isola di Budelli, la cui Spiaggia Rosa deve il suo nome all’incredibile colore della sabbia, determinato dai microrganismi che vivono all’interno delle conchiglie che ricoprono la riva. Questi microrganismi si mescolano a frammenti di corallo e granito, andando così a creare la caratteristica tonalità rosa. Le limpide acque del mare lambiscono il litorale rosato, creando il meraviglioso effetto visivo reso immortale grazie al film di Michelangelo Antonioni Deserto Rosso.

Sardegna

L’accesso alla spiaggia è vietato per salvaguardare il suo fragile ecosistema, ma è possibile ammirare questo luogo spettacolare dalla barca, ripensando alle parole di D.H. Lawrence: libertà stessa.