Ibernazione

Benvenuti al quinto numero di The Window Seat. Anche se i viaggi sono ancora limitati, iniziamo l’anno concentrandoci sui luoghi da visitare online o su quelli che ci sono più vicini.

La stupenda chiesa di Santa Maria della Salute sorge proprio sull'acqua e la sua cupola è visibile in tutta Venezia. Credit: EyeEm

Venezia: una guida della città

La nostra guida alla città lagunare include suggerimenti su hotel e ristoranti e alcune strategie per scoprire gli angoli più sorprendenti, lontani dalle attrazioni turistiche più note

L’epiteto “La Serenissima” riesce a catturare un po’ del fascino magico che questa straordinaria città sull’acqua ha conservato nel tempo. Non esiste un altro luogo come Venezia, una città galleggiante che sembra quasi irreale con i suoi ponti, le sue chiese e i palazzi che brillano sotto la luce riflessa del sole. Il soprannome rispecchia non solo la bellezza della città e dei suoi palazzi con il loro magnifico stile ibrido tra il gotico e il bizantino, ma anche il fatto che Venezia si è sentita a lungo (serenamente) distaccata dai flussi della storia. Dalla fine del XVIII secolo e dal crollo della Repubblica Veneziana, la sua natura insulare è diventata ancora più accentuata. L’allontanamento dalla terraferma, la sensazione di abbandonare il mondo reale con tutte le sue preoccupazioni sono innegabili. 

Dove mangiare

Purtroppo la popolarità di Venezia, che richiama migliaia di turisti da tutto il mondo, ha probabilmente condizionato la sua scena culinaria. A differenza di Roma o Milano, o anche di un’altra famosa meta turistica come Firenze, molti dei suoi visitatori si accontentano di una pizza o di un piatto di pasta alla buona, spesso venduti a prezzi esorbitanti. Tuttavia, ci sono anche delle perle in cui vale la pena fermarsi. Se bere un caffè o un cocktail al Caffè Florian in Piazza San Marco è un must da non perdere per via dell’arredamento opulento e l’importanza storica del locale (aperto nel 1720, sostiene di essere il più antico caffè del mondo ancora in attività), le opzioni culinarie migliorano man mano che ci si avventura oltre le zone turistiche meno frequentate.

Campo Santa Margherita è fiancheggiato dai bar e dai ristoranti preferiti dalla gente del posto. L’Osteria alla Bifora si distingue per la gestione familiare e per i generosi taglieri di salumi e formaggi, oltre a un menù limitato con piatti più sostanziosi. I prezzi ragionevoli e l’orario di apertura fino alle 2 del mattino contribuiscono ad aumentare la sua popolarità. La Bitta, nelle vicinanze, è nota per le sue specialità di pesce in una città dove i frutti di mare sono al centro di molti ristorantini. Tra i piatti più rinomati spiccano le costolette d’agnello e il fegato con le cipolle, una tipica specialità. Il localino è accogliente sia che si scelga di mangiare nella sala principale, sia nel piccolo giardino aperto durante i mesi più caldi.

 Con la sua enfasi sulla cucina tipica e di stagione, il ristorante ha contribuito molto a elevare la scena culinaria cittadina. Nonostante questa filosofia sia stata abbracciata in gran parte del mondo, ha impiegato più tempo ad arrivare a Venezia, dove perfino molti ristoranti di primo livello vendono pesce importato e, data la geografia della città, riescono a farsi rifornire da pochi contadini locali. Lo chef Matteo Tagliapietra ha raccolto la sfida cercando fornitori nelle varie isolette minori della laguna, ma anche conservando e aggiornando molte ricette della tradizione veneziana.

Cosa fare

L’iconica chiesa di San Giorgio Maggiore, situata sull’omonima isola, è il luogo perfetto per scoprire la storia della città. Credit: Shutterstock

Anche provandoci, è quasi impossibile evitare le principali attrazioni di Venezia: alla fine ci si ritroverà comunque in Piazza San Marco e si attraverserà il Ponte di Rialto semplicemente seguendo il flusso di turisti. Tuttavia serve un po’ di impegno per visitare i musei e i quartieri meno conosciuti o le isolette esterne. Ne vale comunque la pena per vedere una prospettiva diversa offerta da queste escursioni che possono rivelarsi il fiore all’occhiello del nostro soggiorno. Ecco, quindi, qualche altra cosa da fare fuori dai percorsi più battuti. 

Il quartiere ebraico, sede dell’originario ghetto il cui nome sarebbe poi stato applicato a tanti altri quartieri nel mondo, sorge a nord del cuore pulsante della città. La demarcazione formale del ghetto come zona di confinamento degli ebrei venne eliminata nel 1797 dopo la conquista di Venezia da parte di Napoleone. La popolazione ebraica di Venezia oggi conta tra i 400 e i 500 abitanti, ma il ghetto resta comunque un’area nettamente distinta. I punti cruciali sono il Campo di Ghetto Nuovo con le sue cinque sinagoghe, visitabili grazie ai tour organizzati anche dal Museo Ebraico, che espone mostre sulla storia e sulla cultura della comunità.

Da Piazza San Marco si scorge l’Isola Maggiore, la cui chiesa palladiana può essere vista più da vicino con una veloce corsa in taxi sull’acqua. Una volta lì, potrai anche visitare le mostre temporanee allestite in uno degli spazi d’arte contemporanea più interessanti (e gratuiti) di Venezia: la Fondazione Faurschou. Dal canto suo, la Fondazione Cini (sempre sull’Isola Maggiore) ospita sia concerti di musica classica che mostre temporanee d’arte.

Le isole di Murano e Burano possono sembrare delle piccole Venezie, ognuna contraddistinta da canali e piazzette dal ritmo più tranquillo. Gli abitanti di entrambe le isole tendono a mandare avanti la loro quotidianità senza prestare molta attenzione ai turisti. Famosa per il vetro, Murano (circa 10 minuti di taxi acqueo da Piazza San Marco) offre molte opportunità per acquistare souvenir fatti a mano nelle botteghe artigiane, mentre Burano (altri 30 minuti da Murano) è conosciuta soprattutto per le sue case colorate e per la lavorazione del merletto.

Un volto molto diverso di Venezia può essere ammirato con una gita giornaliera a Lido, a circa 20 minuti di taxi acqueo da Piazza San Marco. La barriera lunga 11 km, che separa la laguna veneziana dal Mar Adriatico, è la località balneare della città, famosa anche per essere stata l’ambientazione dell’opera di Thomas Mass La morte a Venezia. Trascorrendo qui una giornata potrai riprenderti dalla sensazione di stanchezza culturale che si può provare dopo aver ammirato una carrellata di capolavori artistici e architettonici.

Dove dormire


Hotel American-Dinesen
Venezia vanta alcuni degli hotel più leggendari e lussuosi al mondo, che si tratti di alberghi classici come l’Hotel Danieli o di nuovi arrivati come l’Aman Venice. Tuttavia, è molto difficile trovare opzioni più ragionevoli con un buon rapporto qualità-prezzo. L’Hotel American-Dinesen è uno di questi. Situato nella zona di Dorsoduro, a ovest del Canal Grande, sorge a breve distanza dalla Collezione Peggy Guggenheim e, trovandosi lungo uno dei canali più grandi che attraversa il quartiere, è facilmente individuabile grazie alle finestre piene di gerani. L’arredamento delle 30 camere è piuttosto tradizionale, anche se le recenti ristrutturazioni hanno rimodernato i bagni portandoli nel 21° secolo. La struttura non dispone di un ristorante, ma serve la colazione ogni mattina.


Hilton Molino Stucky

Come per i ristoranti, spesso si possono trovare soluzioni migliori più ci si allontana da Piazza San Marco. Un esempio è l’Hilton Molino Stucky alla Giudecca, l’isola a sud dell’omonimo canale situata di fronte alle principali isole veneziane. È una zona ideale se si vuole esplorare un lato più tranquillo di Venezia senza dover passare tra negozi di souvenir e gruppi di turisti. Ospitate in un ex mulino, le camere sono più moderne e spaziose rispetto a quelle di molti hotel delle isole centrali. Anche se ci si può sentire un po’ lontani dal cuore del trambusto (un punto a favore per molti), l’hotel è facilmente raggiungibile dal centro di Venezia grazie al servizio navetta che parte regolarmente durante il giorno, lasciando gli ospiti in Piazza San Marco e alle Zattere, sul lato opposto del Canale della Giudecca.