L’obelisco del Monumento a Washington svetta sulla magnifica capitale degli Stati Uniti e sull’emblematico edificio della Casa Bianca. Credit: Shuttershock

Cosa vedere a Washington: una guida alla città

La capitale americana offre ben più di musei a entrata libera e intrighi politici

Published 01/22/2022 by the-window-seat

Come scrisse il poeta Walt Whitman, “se sei diretto a Washington D.C., significa che hai scelto di entrare nel cuore dell’America”. I numerosi musei e monumenti della città raccontano la storia di uomini e donne che lottarono per rendere il proprio paese un posto migliore, e che si impegnarono per promuovere la democrazia, tra successi e fallimenti, sia negli Stati Uniti che all’estero. Chi visita la città potrà percepire in ogni angolo l’eco dell’ideale americano, grazie alla presenza di istituzioni culturali quali il National Museum of African American History, il National Museum of the American Indian, o i National Archives, dove sono esposte la Dichiarazione d’indipendenza e la Costituzione.

Nonostante la sua architettura in stile neoclassico e i suoi boulevard, progettati da Pierre L’Enfant, Washington è anche una città moderna, con quartieri vivaci come il Wharf District e il Navy Yard, situati tra i fiumi Potomac e Anacostia, che attirano gli abitanti di Washington verso le rive del fiume con il loro raffinato design urbano, i moli pubblici e i locali all’aperto. Ecco la nostra guida per esplorare Washington D.C. durante un city break.

Washington

Cosa mangiare

Il panorama culinario, internazionale e raffinato, è sempre molto florido, indipendentemente da chi percorra i corridoi del Campidoglio o della Casa Bianca. Alcuni dei posti più interessanti per mangiare si trovano in quartieri come il Wharf District.  Questa piccola area, situata sulle sponde del Potomac, è racchiusa nella zona delimitata dalla statale che la separa dal viale del National Mall e dai luoghi principali della città. Un investimento di riqualificazione di 2,5 miliardi di dollari ha consentito la creazione di alberghi, ristoranti e di piacevoli spazi pubblici, che hanno riavvicinato Washington alla riva del fiume rendendola un luogo da visitare. Nel progetto di rivitalizzazione della città è stato sapientemente incluso il Municipal Fish Market, che aprì i battenti nel 1805. Qui puoi trovare banchi che offrono ogni tipo di pesce fresco e frutti di mare: granchi blu, ostriche, vongole, gamberi e capesante. Concediti una porzione di granchi al vapore o di ostriche sgusciate, gustandoli all’aperto su uno dei pontili del Wharf. Oppure vai ai moli e prendi uno dei Wharf Jitney, i piccoli traghetti con i caratteristici tetti gialli che conducono all’East Potomac Park.

Proseguendo nella zona del Wharf si può mangiare nel ristorante Moon Rabbit, dove lo Chef Kevin Tien crea dei piatti ispirati alla tradizione vietnamita, come le polpette all’erba limoncina o i noodles con i gamberi conditi con delicato burro ai granchi. La presenza dei giovani, tra cui i numerosi impiegati di Capitol Hill che abitano nei condomini e nelle strutture sorte nel Navy Yard, ha dato un forte impulso alla vita notturna e all’apertura di numerosi locali. Tra i ristoranti più degni di nota troviamo Albi, con la sua eccelsa lista di vini, Chloe, con i suoi gustosissimi piatti, e lo Shilling Canning Company che serve pesce fresco dalla Baia di Chesapeake. 

Washington è stata la prima città a maggioranza nera della nazione, e continua ad essere un luogo di riferimento per le personalità di spicco di etnia afroamericana e per i migranti di origine africana. 

La relazione tra il locale Ben Chili’s Bowl e i movimenti di lotta per i diritti civili e la storia degli abitanti di colore di Washington è rinomata tanto quanto i chili dog e le half-smokes, le salsicce che il ristorante serve da più di sessant’anni. Nel frattempo, anche la cucina dell’Africa orientale è sempre più apprezzata, grazie ai piatti dello chef Elias Taddesse, serviti al ristorante Melange. Anche lo Swahili Village dello chef Kevin Onyona, situato sulla M Street, ha cominciato a presentare al pubblico le delizie della cucina kenyota. 

Cosa fare

L’apertura del National Museum of African American History ha riscosso immediatamente un enorme successo. I visitatori scendono a frotte al piano sotterraneo, in cui sono esposte le testimonianze degli orrori della schiavitù, per poi proseguire nelle sale le cui esposizioni, in un alternarsi di rappresentazioni di momenti storici gloriosi e tragici, mostrano come la musica, lo sport, l’intrattenimento, l’arte e la cultura non avrebbero potuto svilupparsi senza il contributo degli afroamericani. Tra le opere della collezione permanente figura anche il ritratto dell’attivista Harriet Tubman, realizzato dall’artista tessile Bisa Butler in color indaco e blu su stoffa trapuntata. È inoltre possibile ammirare il ritratto di Breonna Taylor, realizzato con pittura ad olio dall’artista Amy Sherald.

Il Tidal Basin, un bacino artificiale, si tinge di un avvolgente rosa durante il mese di marzo, quando si tiene il festival dei ciliegi in fiore di Washington, e rappresenta un bellissimo itinerario per una passeggiata. Il tragitto parte dal memoriale di Martin Luther King Jr., con la Stone of Hope (Pietra della Speranza), una altorilievo di più di 9 metri che ritrae l’attivista. Il suo sguardo, oltrepassando le acque del bacino, è rivolto verso il presidente Thomas Jefferson, la cui statua è situata all’interno dell’edificio monumentale dalla caratteristica forma circolare. Tra i due complessi sorge l’impressionante e commovente memoriale di Franklin D. Roosvelt, aperto 24 ore su 24. La sua vista è particolarmente affascinante di notte, quando il movimento dell’acqua e le luci soffuse mettono in risalto le sue citazioni, creando un effetto suggestivo.

Nei pressi di Georgetown è situato il Kreeger Museum, un vero e proprio gioiello che ospita una collezione d’arte privata che annovera opere di diversi artisti, tra cui Renoir e Man Ray, oltre a un’intera sala dedicata a Picasso. Sulla terrazza e nei giardini del complesso è possibile ammirare le numerose sculture di Henry Moore, Jaques Lipschitz e Isamu Noguchi.

Dove dormire

Mandarin Oriental, Washington D.C.

Questo hotel di lusso rappresenta l’armoniosa fusione di poli opposti, dagli affari al divertimento. Questa caratteristica si rispecchia nella struttura: la facciata dell’albergo è rivolta verso il grazioso spazio verde dei giardinetti antistanti, mentre le terrazze del lato posteriore della struttura discendono verso un ponte dal quale, percorrendo delle piccole gradinate, si arriva sulla riva del fiume. Le camere, con delicate pareti color verde acqua, sono molto spaziose e offrono un’incantevole vista oltre il Potomac sul Tidal Basin e sul Jefferson Memorial.

Washington

Kimpton Banneker

L’hotel prende il nome da una delle più importanti personalità afroamericane della storia di Washington. La struttura a dieci piani è situata a breve distanza dal lato nord della Casa Bianca, tra i quartieri di Dupont e Logan Circle. La hall e gli spazi comuni sono arredati con eleganti divanetti e con poltrone in pelle color avorio, mentre le camere presentano ambienti in grigio antracite con morbide sfumature bianche. Sulle pareti della hall, dei corridoi e delle stanze sono esposte opere contemporanee di artisti locali emergenti. Sulla terrazza del Lady Bird potrai accomodarti accanto ai bracieri dal design moderno e goderti una vista magnifica al tramonto.