Lasciati il rumore della città alle spalle ed esplora la magia del quartiere Coppedè di Roma. Credit: Joey Tyson

Un tour nel quartiere Coppedè

Scopri il lato più Art Nouveau e fiabesco di Roma nel Quartiere Coppedè e ai Parioli

Published 03/17/2022 by the-window-seat

Rane. Fate. Gargoyle. Demoni e diplomatici. Torri medievali e sculture surreali. Il Quartiere Coppedè a Roma è un luogo strano. 

Mentre cammino attraverso la sua entrata, un enorme arco ricoperto da minacciosi volti in pietra, vedo un gruppo di giovani studenti intenti a disegnare ciò che li circonda nel sole pomeridiano. I loro occhi sono abituati allo strano stile architettonico che rende il “quartiere fiabesco” di Roma così unico.

Dall’esterno il Quartiere Coppedè sembra uno di quei castelli fantastici sognati da J.R.R. Tolkien. Due torri elaborate sorgono ai lati della colossale entrata ad arco. Al centro pende una lanterna in ferro battuto. All’interno ti aspetta un labirinto di sorprese. Reminiscenze di Firenze e Venezia fuse alla perfezione con la Roma medievale. Gargoyle grotteschi e porte geometriche che ti faranno girare la testa. L’opulenza dell’Art Nouveau portata all’estremo.

In realtà, il Quartiere Coppedè consiste in un solo isolato. Un’anomalia architettonica in una città celebre per i monumenti che abbracciano tutte le epoche, e in particolare l’antichità. Situato tra i Parioli e il quartiere Salario-Trieste, e lontano anni luce dalle strade affollate dai turisti di Trastevere e del Centro Storico, il suo particolare accostamento di stili lo rende la destinazione ideale per un tour alternativo della Città Eterna, nonché una tappa perfetta per ogni viaggio a Roma.

Roma

Il Quartiere Coppedè deve il suo nome all’uomo che lo ha creato, Gino Coppedè, un architetto fiorentino dai gusti eccentrici. Progettato tra il 1915 e il 1927, questo luogo tranquillo è il capolavoro di un architetto poco noto all’estero.

“Pensa a Gaudì a Barcellona. Mendelsohn in Germania. Gli architetti di quel periodo amavano mischiare e aggiungere elementi agli stili più antichi, come il Neoclassicismo greco e romano”, spiega Daniele Meledandri, una guida privata di Roma.

Facciamo due passi fino a Piazza Mincio, al cui centro si trova la Fontana delle Rane, lo stravagante pezzo forte della piazza realizzato da Coppedè. Un rimando alla tradizione e alla storia romana, le rane stanno sedute sul bordo del catino e fanno zampillare l’acqua dentro alla fontana.

“L’acqua è sempre stata importantissima nell’antica Roma”, continua Meledandri. “In ogni quartiere di Roma, ad esempio Trevi o Trastevere, si trova una fontana.  Non servivano soltanto a offrire refrigerio o a fornire l’acqua pubblica, ma avevano anche una funzione propagandistica”.

Pare che le fontane fossero un ottimo mezzo per le élite (papi, imperatori e simili) per ricordare alla plebe la loro gloriosa benevolenza. Coppedè probabilmente aveva intenzione di fare ironia quando ha scelto di rendere gli anfibi protagonisti della sua creazione.

I migliori esempi delle eccentriche opere dell’architetto sorgono intorno a Piazza Mincio. Il Villino delle Fate, con i suoi elementi medievali che si estendono in altezza e i fregi dettagliati, sembra essere uscito direttamente da una fiaba, come il nome stesso suggerisce. Qui potrai divertirti a scovare dettagli della storia e della cultura italiana: cerca di individuare Romolo e Remo, i mitici fondatori di Roma, Dante e il leone di Venezia.

A destra troverai il Palazzo del Ragno. Dalle fattezze chiaramente assire, con due imponenti colonne su ciascun lato dell’entrata, cerca il dettaglio che ha dato il nome alla magione: un ragno dorato appostato sopra alla porta, al di sotto del volto solenne di qualche divinità sconosciuta. Progettati per gli ambasciatori e per le élite, alcuni palazzi sono sede di ambasciate, mentre altri ospitano ricchi appartamenti.

La zona circostante non è un’attrazione turistica. Il quartiere Trieste e i vicini Parioli sono due quartieri residenziali e tranquilli: qui non troverai folle in fibrillazione e lunghe code, ma vinerie di quartiere e ampi parchi, pinserie e bar ordinari, mercati locali e musei poco conosciuti. La Roma dei romani di oggi, non quella antica.

Roma

E sebbene questa zona sia ideale per un city break alternativo a Roma, il centro storico non è lontano. I maestosi giardini e gli impressionanti capolavori di Villa Borghese sono a soli 20 minuti a piedi, mentre il Vaticano, il Colosseo e il Pantheon sono facilmente raggiungibili con i trasporti pubblici se vuoi fare un tour di Roma.

Dopo aver visitato il Coppedè, mi fermo alla Caffetteria Susina, una tranquilla vineria di quartiere. Mentre inizia a fare buio, i tavoli si riempiono di persone uscite dal lavoro, che passano qui a bere qualcosa prima di tornare a casa. Passeggio con calma lungo gli ampi viali che dal quartiere Trieste portano a Parioli. Tra gli eleganti isolati scopro antichi sepolcri e monumenti in rovina, con gli emblematici pini marittimi di Roma che torreggiano sulle pareti dall’intonaco che si sfoglia.

Storicamente i Parioli sono un quartiere residenziale esclusivo, ma stanno iniziando a liberarsi dalla loro fama e ad attirare i giovani. Il The Hoxton, la catena di hotel alla moda londinese, ha da poco lanciato The Hoxton Rome, il suo hotel più recente, proprio in questo quartiere. I suoi moderni spazi da bar e coworking sono una via di mezzo tra un film di Wes Anderson e un esclusivo cocktail bar newyorkese. Mi aspetto quasi di vedere Don Draper seduto in un angolo mentre butta giù un Old Fashioned. Invece sono circondato da una folla di millennial che digitano velocemente sulle loro tastiere tra un aperitivo e l’altro.

Federica Pini, PR & Brand Manager a The Hoxton Rome, spiega perché il quartiere sia perfetto per i viaggiatori che vogliono vivere Roma come un local, senza perdersi le attrazioni più celebri. “È un quartiere molto vivo. Si percepisce una sorta di passaggio da qualcosa di più classico a qualcosa di più contemporaneo”, aggiunge. 

Nel vicino MACRO, uno dei musei di arte contemporanea più importanti della città, il nuovo direttore artistico Luca Lo Pinto sta contribuendo a portare aria di novità nel quartiere. Diversamente dalla maggior parte dei musei italiani, MACRO è a libero accesso. Ospitato in uno dei vecchi magazzini della Peroni, la sua collezione astratta di arte multimediale fa da contrasto ideale alle numerose gallerie di belle arti presenti in città.

Roma

Più tardi mi fermo da Marziali 1922 in Piazza Caprera per cenare. È pienissimo. Classico cibo romano in un’ambientazione moderna. Cacio e pepe e Carciofi alla Giudia. Parmigiana di melanzane. Polpo con cicoria. Seduta sotto una volta di piante ricadenti, la gente si sente a casa in questa atmosfera rilassata. Questa è la Roma più viva e pulsante. Il posto perfetto per vivere la città nel suo aspetto più autentico.